DIOCESI DI CALTANISSETTA

V Domenica di Pasqua Gv.15,1-8 – “Rimanete in me”

“Rimanete in me”

È bello e delicato come un fiore di maggio,
questo brano del Vangelo.
Mette pace.
“Rimanete in me”,
è una frase bellissima,
tenerissima,
che sa’ di grande appassionato amore.
Eppure, oggi ci appare come una
preghiera che il nostro Dio rivolge a noi,
Sue creature.
Perché non ci stacchiamo da Lui,
Sono in troppi quelli che si staccano da Lui.
Ma staccarsi da Lui,
significa “seccare”,
significa “morire”.
Facciamo tutti parte di una grande vigna.
Gesù e’ la vite.
Il Padre e’ il vignaiolo.
Noi siamo i tralci.
Siamo chiamati a portare frutti.
La nostra felicità consiste proprio in questo:
nel portare tali frutti.
Ma questo è possibile solo se rimaniamo uniti a Gesu’,
come il tralcio alla vite.
Dall’unione con Lui riceviamo l’amore che doniamo.
Non dobbiamo staccarci mai.
Neppure se la vita ci mette a dura prova.
Puo’ darsi che la vita “ci poti”.
Ma anche allora,
dobbiamo rimanere uniti a Lui.
L’unione con Gesù ci porterà a superare la potatura,
e a portare piu’ frutto.
Non così,
invece,
chi cedendo alle lusinghe del mondo e del male,
credendosi autosufficiente,
si stacca dalla vite.
La sua vita diventa “secca”.
Puoi aver conquistato il mondo.
Avere un posto da re.
Aver fatto i soldi,
Esserti procurato molti beni.
Puoi essere vissuto cento anni.
Ma la tua vita e’ stata inutile.
Non ha prodotto frutti.
Non ha prodotto amore.
A niente e’ servita.
Per questo oggi Gesu’,
ci chiede,
consiglia
e prega.
“Rimanete in me.
Porterete frutto.’
Sarete felici.
E spargerete felicità intorno a voi.
Perché la nostra felicità è in Dio.
Staccarsi da Lui significa rinunciare a essa.
Sia benedetto Dio
nostra gioia.

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 15,1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».