DIOCESI DI CALTANISSETTA

Dal Vangelo Mt.5,17-19 – “A dare pieno compimento”

Mercoledì della III settimana di Quaresima

“A dare pieno compimento”.
Per Gesù “dare pieno compimento”,
è realizzare il Suo progetto di vita su ciascuno di noi.
Questa Parola
viene a dirci oggi,
che Dio ha un solo desiderio,
un solo programma :
fare della nostra vita,
di noi stessi,
del nostro cuore,
una cosa bella.
Michelangelo,
affermava che bisognava tirar fuori dai blocchi di marmo l’opera d’arte che già in essi era contenuta.
Così Dio,
“dando pieno compimento”,
vuol tirare fuori l’opera d’arte che è in noi.
Così Dio,
attraverso il suo Santo Spirito,
“dando pieno compimento”,
viene a lavorare di “scalpello”
nel nostro cuore e nella nostra vita,
cominciando la sua opera ,
talvolta anche un po’ dolorosa,
per liberarla da tutto quello che la appesantisce e ostacola nel cammino.
Chi torna a Dio sperimenta tutto questo.
Si rende conto anzi,
che man mano che lo “scalpello” lavora,
e comincia a dare “compimento” alla Sua opera,
riaffiora nel cuore
quella Legge Santa che da sempre è in esso scolpita,
ma che è rimasta sommersa dalle impurità e dal marciume accumulato mentre eravamo intenti a servire gli idoli.
“Legge” che adesso è desiderata,
anche amata,
vissuta non più come costrizione,
ma come bussola che indica la via
verso la vera vita.
Ringraziamo Dio che in noi vede tanta bellezza.
E se nel nostro cuore sentiamo desiderio di Lui e della Sua Legge,
gioiamo ed esultiamo.
Lo “scalpello” e in azione.
Sta’ lavorando,
per venire a dare in noi,
“Pieno compimento alla Legge e ai profeti”.
Ovvero,
viene a fare di noi “una cosa bella”.
Continuiamo a pregare per la pace
Che anche da una cosa brutta come quella che stiamo vivendo possa venir fuori una cosa bella.
Che ci sia riconciliazione e vita nuova,
presto.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».