DIOCESI DI CALTANISSETTA

Giovedi fra l’ottava di Pasqua – Lc 24,35-48

“Avete qui qualche cosa da mangiare?”

E’ una domanda che stupisce questa.
Davvero non te la aspetteresti da uno che “ti appare” , invece di rimproverare per essere stato abbandonato, tradito…
Chiede da mangiare.
Ha un risvolto umano e sapiente questo.
Smorza la tensione.
Per certi punti di vista è anche quasi comico.
Le “pie donne” avranno pensato che
sicuramente,
neppure in Paradiso,
si cucina bene il pesce come da loro,
in Galilea.
Certo questa richiesta
dimostra concretezza.
Una persona viva ha fame.
I fantasmi non hanno questi bisogni.
C’è tanto da dire anche sul Suo apparire nelle “stanze chiuse” della vita delle persone.
Ma ciò che colpisce oggi è la frase:
“”Avete qui qualche cosa da mangiare? ”
E se oggi lo chiedesse a me?
Quale cibo potrei mai offrire al nostro Dio?
Il cibo di cui si nutre Dio,
è il più buono e raffinato che c’è.
Non si tratta di offrirgli bistecche,
pane,
patate,
pesce.
Ma è “cibo” comunque estremamente concreto.
Speriamo di averne la “dispensa” piena.
Perché è certo che un giorno bussera’ alla porta di tutti e ci chiederà:
“Avete qui qualche cosa da mangiare?”
Ma il cibo che oggi,
e sempre,
viene a chiedere,
anche a me e te,
e’ quello che si dovrebbe trovare nel profondo del nostro cuore,
e che si chiama “Amore”.
E’ l’offerta del nostro amore,
quella che dobbiamo riporre sull’altare ogni giorno.
E’ di questo amore che ha fame Dio.
E anche sete.
Gia’ ce lo aveva detto,
il Signore,
quando ha moltiplicato i pani e i pesci.
Riferendosi ai nostri fratelli.
Ha detto:
“Date loro voi stessi da mangiare”.
Noi,
materiali come siamo,
abbiamo pensato solo alla fame di cibo.
Ma c’e’ una fame d’amore da sfamare nel mondo,
oltre che di cibo.
Una fame d’attenzione reciproca.
Una fame di dignita’.
Oggi tutti parlano di economia,
di rimborsi e ristori.
Ed è giusto.
C’e’ la crisi economica,
aggravata da questa pandemia.
Ma le persone non sono solo economia.
Non possono essere “monetizzate”,
per cui,
valiamo solo se produciamo.
La vera emergenza del momento e’ quella dell’amore.
E’ di questo che ha fame il Signore.
Ha fame di vedere scorrere l’Amore nel mondo.
Ha fame di vedere che nessuno piu’ ha fame.
Ne’ di cibo ne’ di amore.
C’e’ ancora bisogno che Tu apra le menti e i cuori,
Signore,
all’intelligenza delle Scritture.
Se i dirigenti,
gli economisti,
i potenti,
e anche noi,
avessimo la mente aperta all’intelligenza delle Scritture,
capiremmo che l’Amore,
quello con la “A” maiuscola,
e’ alla base di ogni ricetta economica che funziona.
Ognuno darebbe da mangiare se stesso,
metterebbe in campo la parte migliore di se’,
la “porzione di pesce arrostito”
che e’,
e sfamerebbe Te e il mondo.
Signore,
quando busserai alla nostra porta.
Ti offriremo il nostro desiderio di amare,
e anche di essere amato.
Il desiderio di diventare pane.
Di essere pesce arrostito sulla brace del mondo.
Di essere ciò che serve per fare del mondo un posto bello.
Sull’esempio Tuo.
Che non hai esitato,
e che non esiti,
a donarti tutto,
per sfamare tutti.
Sia benedetto Gesu’,
nostro cibo.

Dal Vangelo secondo Luca Lc 24,35-48

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».