DIOCESI DI CALTANISSETTA

IV Domenica di Pasqua Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 10,11-18

 “Il buon pastore dà la propria vita per le pecore”

Il Vangelo di oggi ci conforta , ci rassicura.
Gesù ci sta’ mostrando il Suo biglietto da visita:
Lui è il buon Pastore.
Pastore autentico,
vero.
Da seguire.
In quest’epoca in cui “finti pastori”,
si spacciano per pastori buoni,
Lui ci dà il criterio giusto per distinguere un pastore buono da uno non buono:
Il buon pastore si sacrifica per le pecore.
Da’ la vita per loro.
Sempre.
Cerca per loro i pascoli migliori,
le acque più limpide,
Perché le ama.
Prendersi cura di loro è la Sua missione.
Gesù e’ il buon Pastore.
quello di cui ti puoi fidare.
Quello che ti conosce fin nelle pieghe piu’ nascoste della tua anima.
Quello che ti chiama per nome,
perche’ per Lui tu non sei uno dei tanti,
ma sei unico.
Per te desidera abbondanza di vita.
Lo sappia questo,
il mondo,
che geme,
in mano a lupi feroci e spietati,
cui niente importa delle pecore.
Oggi il mondo è pieno di mercenari,
briganti e lupi.
Che chiedono la vita alle pecore.
Mentre si guardano bene dal donare la loro.
Gesù è colui che del gregge invece,
si prende cura.
Le sue pecore non solo le nutre e le mette al sicuro,
ma anche le tosa.
È un lavoraccio sporco che fà sudare e faticare.
Richiede forza e sicurezza,
Occorre saperlo fare bene,
per non stressare o ferire la pecora stessa.
Ma tosare la pecora è necessario, perchè significa “liberarla” da tutto ciò che la appesantisce,
e gli impedisce di muoversi più rapidamente in quel cammino che la deve portare ai pascoli erbosi e alle acque tranquille,
dove il pastore la vuol condurre.
“Ascolteranno la mia voce”.
Il Buon Pastore chiama e richiama.
Le pecore del suo gregge,
se usano il dono della fede,
riescono a distinguere il suono della sua voce,
pur fra mille altri rumori.
E lo seguiranno con fiducia cieca nella sua Parola che assicura che nulla le strapperà dalla sua mano.
Il Buon Pastore si avvale di “aiutanti buoni”.
Sono i “cani del Pastore “‘.
Ho letto che esistono due tipi di cani da pastore:
il “conduttore”,
che indica al gregge la via,
e il “custode”,
che lo protegge.
Di entrambi si serve il pastore per meglio curare il suo gregge.
In questo giorno in cui preghiamo per le vocazioni,
preghiamo perché altri “cani buoni da Pastore” accettino di aiutare il Pastore Grande a guidare e custodire il Suo popolo.
Ma per quanto riguarda noi,
Fratello caro,
sorella cara,
se oggi ti senti stanco,
o stanca,
di servire tanti pastori mercenari,
tanti idoli che ti appesantiscono,
e ti tolgono la liberta’,
chiama il Pastore.
Pronuncia il Suo Santo Nome.
Se oggi non ti senti appagato,
felice,
senza prospettiva,
allora chiamalo.
Invoca Gesu’ buon Pastore.
Lui conosce il suono della tua voce.
Non avrai ancora finito di chiamarlo,
che gia’ te lo troverai al fianco,
pronto a curarsi di te.
Perché sei Suo popolo,
e gregge del Suo Pascolo.
Ringraziamo Dio per il dono di far parte del Suo gregge.
Preghiamo per le tante pecore disperse,
in pericolo,
che giacciono in valli oscure o in pericolosi dirupi.
Che la nostra preghiera sia la “lana” offerta al Pastore Buono,
per aiutarlo a riscaldare le tante pecore infreddolite dalla mancanza di Lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 10,11-18

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».