Dal Vangelo secondo Marco Mc 8,27-35-“Prenda la sua croce”.

Pubblicato giorno 12 settembre 2021 - In home page, Riflessioni sul Vangelo

chiesa 211

XXIV Domenica del tempo ordinario

“Prenda la sua croce”.
È un Vangelo dal tema ricorrente quello di oggi.
La domanda posta da Gesù
“Voi chi dite che io sia? ”
infatti,
dovrebbere interpellarci ogni giorno della nostra vita.
Dovrebbe farlo già fin dall’inizio di ogni nostra giornata,
come “programma del giorno”.
Per interpellarci poi a metà del giorno,
come “verifica intermedia”,
per vedere come ce la siamo cavata fino a quel momento,
e quindi capire se in questa prima metà di giornata abbiamo ragionato di più “secondo Dio” o di più “secondo gli uomini”.
E infine a sera,
come “esame di coscienza” finale.
Per capire veramente quale risposta abbiamo dato a questa domanda di Dio
e “Chi è stato per noi Gesù durante la giornata”.
Ma è la parte finale del Vangelo di oggi,
che attira di più
In questa parte Gesù dice:
«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce e mi segua”.
Certo nostro Gesù che vogliamo seguirti
Anche se non possiamo dirti di essere felice di caricarci del peso della croce.
È troppa la voglia di felicità per non desiderare di non avere addosso “croci” da portare.
Naturalmente,
ci sono “croci e croci”.
Croci delle malattie.
Croci provocate dai lutti.
E altro ancora.
Per queste situazioni,
imploro da Dio una grazia speciale,
perché i portatori di queste croci,
“autentici eroi” chiamati a dare tutto,
possano essere aiutati e ricompensati.
Ma al di là di questi casi,
per nessuno sia possibile non portarsi dietro la propria croce.
Perché la croce grande che spesso ci portiamo dietro,
quella più ordinaria,
ma non per questo leggera,
siamo noi stessi.
Sìamo una Croce che costa fatica,
noi.
Noi col nostro carattere…..
Noi con il prendersela troppo per le cose o per gli atteggiamenti delle persone…..
Noi con la nostra difficoltà a perdonare,
ad amare anche i nostri nemici…….
Tante volte vorremmo essere diversi,
essere sempre all’altezza delle cose
Non per tutti è così.
Ma per taluni di noi questa
è una croce pesante.
Eccoci dunque ancora decisi a seguire Gesù.
E a farlo così come siamo.
Con la croce che abbiamo.
Ogni tempo ha il suo bagaglio.
Di gioia o dolore.
Noi siamo chiamati a benedire Dio.
Noi siamo il popolo della lode.
Non quello della depressione.
Anche nei momenti più duri,
benediciamo il Signore.
Chiediamo forza a Lui.
Non cediamo allo sconforto mai.
Perché a questo siamo chiamati.
Riuscire a “lodare Dio” di cuore,
per certe situazioni,
aiuta a superarle.
Chiaramente,
questa non è una “formula magica”.
Ma un’azione che coinvolge mente e cuore,
mossa dallo Spirito,
che se invocato viene in nostro soccorso.
Alla fine ogni cosa sarà chiara.
Anche quelle che ora non capiamo.
E ancora noi benediremo e ringrazieremo il Signore.
Forse anche proprio per quella croce,
che adesso pagheremmo pur di non avere.
“Benediro’ il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la Sua lode”.
(Salmo 33).
Santo giorno.

Dal Vangelo secondo Marco Mc 8,27-35

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

 

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